Primo maggio, tre maggio, quattro maggio… Torneo Satellite Internazionale… Super9 a squadre… Super9 individuale… aggancio, tiro, GOOOL (no, palo, mannaggia)… Cagliari-Fiorentina 2-1… partite di calcetto con la pancia che m’impedisce di cambiare direzione in corsa… Romualdo che fa il satellite “international” girando intorno al campo… oddio che confusione! Ho quasi la sensazione di essermi addormentato mercoledi notte (30 aprile) per poi svegliarmi solo il lunedi successivo (5 maggio), e che tutte quelle partite su quei panni verdi siano state…un sogno. Od un incubo, se chiedo alla schiena. Ma se incubo è stato, è stato senz’altro un incubo molto, ma molto divertente. Non chiedetemi, e non aspettatevi, un resoconto chiaro, ordinato e lineare dei tre tornei appena disputati, perché io stesso ricordo quella subbuteata come una colossale, piacevole indigestione; eppoi, ita boleisi? Non sono mica il Guerin Sportivo, io! Per iniziare, è inevitabile un accenno alla mancata partecipazione di giocatori “continentali”, totalmente assenti in tutt’e tre i tornei del nostro ponte festivo. Ragionando all’inglese preferisco pensare che in quei tre-quattro giorni il Continente sia rimasto isolato dalla Sardegna. Ancora oggi, probabilmente, esiste un pensiero diffuso tra gli italiani (molto più che tra gli stranieri) secondo il quale la Sardegna sia tutt’oggi, aldilà degli itinerari vacanzieri delle spiagge dorate, una landa lontana, difficile (e costosa) da raggiungere, ardua da vivere. Forse proprio questo avranno pensato, tra le centinaia di loro che regolarmente attraversano la Penisola dei Tornei, quei subbuteisti, magari neanche coinvolti nel calderone di Fiumicino la settimana prima, che non avevano una moglie ed una famiglia a cui render conto dei propri spostamenti. Ho intravisto la delusione silenziosa nei volti dei nostri organizzatori, gli stessi che, per giocare, nel corso di un anno attraversano molte volte quel mare che tanto fa paura ad altri. Ma ci siamo divertiti lo stesso! Il primo torneo, il Satellite Internazionale “SARDEGNA CUP” (1 maggio), è stato il più affollato dei tre: nonostante l’assenza degli amici sassaresi (Pietro Delogu a parte) abbiamo raggiunto comunque una buona quota partecipativa: ventuno giocatori, tra i quali gli “stranieri” Luca Licheri, Ezio Orrù ed Alessandro Corda, per motivi di residenza presenze non più abituali nei tornei sardi. Torneo ricco di partite vibranti, incerte, spesso risolte da lampi od episodi fortuiti. Tutto sommato, comunque, ai quarti di finale vi sono arrivati i giocatori più attesi. Inatteso, invece, il colpo grosso di Luca Licheri sul fratello Emanuele nei supplementari, per quanto il londoner sia sempre stato avversario indigesto per il più quotato fratello; anche il campione sardo Paolo Licheri si è fermato ai quarti, bloccato da un altro peso massimo come Egidio Colombo, mentre il tostissimo Renato Usai ha estromesso Enrico Migliavacca ed il “laziale” di Casteddu Romualdo Balzano ha maramaldeggiato su Ezio Orrù. Equilibratissime le semifinali, che hanno portato all’atto conclusivo Romualdo ed Egidio. E’ stato poi quest’ultimo ad alzare la coppa del vincitore dopo aver straripato in finale. Nei Veteran affermazione di Enrico Migliavacca su Marco Meloni, a suggello di un torneo molto equilibrato e divertente (ma si sa, i vecchietti si divertono con poco). Il Super9 a squadre (3 maggio), tra i tre tornei del fine settimana, è stato senz’altro il più penalizzato dalle assenze (o mancate adesioni) sia extra-sarde che di diversi nostri conterranei che non hanno potuto (o voluto) fare uno sforzo in più per contribuire ad una festa sportiva meritevole, per la sua “straordinarietà”, di un coinvolgimento più massiccio. Così è successo che le squadre partecipanti siano state soltanto quattro: due del Cagliari CT (A e B), l’Oristano Utd (coi due “acquisti” Orrù e Balzano) e gli inossidabili Draghi. Dopo un girone dominato da questi ultimi, beffa conclusiva ha voluto che ad alzare il massimo trofeo fosse il Cagliari CT A, grazie anche alla sorprendente (ma sino ad un certo punto) vittoria di Roberto Fresu su Andrea Cardia. Il Super9 Individuale (4 maggio), nonostante un’adesione non eccezionale nei numeri, ha goduto dell’entusiasmo per alcuni altri avvenimenti… paralleli, tra i quali in primis l’attesa partita Cagliari-Fiorentina, che si sarebbe svolta a pochissimi metri dalla sede del torneo. Ma il torneo ha goduto anche di un entusiasmo proprio, incondizionato, come quasi sempre accade ogniqualvolta noi subbuteisti ci si avvicina al verde di quei piccoli campi da calcio dal potere quasi ipnotico. Va detto che l’ormai acclarata crescita di molti giocatori un tempo ritenuti “scarsi” contribuisce in modo determinante al successo dei nostri tornei, rendendoli più incerti se non altro ai livelli medi del tabellone. Grande exploit di Daniele Cossu, capace di raggiungere le semifinali dopo aver battuto avversari di tutto rispetto, Orrù e Meloni, oltre a Farina nei quarti, per fermarsi solo in semifinale davanti all’invalicabile Emanuele; e dire che appena due giorni prima era apparso fin troppo arrendevole al cospetto di giocatori comunque forti come Migliavacca e Luca Licheri. Nel pieno rispetto delle ritrovate gerarchie, la finale di quest’ultimo torneo si è giocata tra i due cugini Emanuele e Paolo Licheri, scatenati nei turni precedenti. Primo premio ad Emanuele, ma vittoria di tutti i presenti per il solo fatto di esserci stati. Per concludere, un ringraziamento agli organizzatori ed ai collaboratori per aver curato la manifestazione nei minimi dettagli, oltre che per la scelta davvero apprezzata della sede: il grande tendone polifunzionale “Italia 90” dello Stadio Sant’Elia, dove ogni momento di pausa s’è trasformato in tragicomiche sfide di calcetto, più simili ad una tonnara durante la mattanza che non ad incontri sportivi. E’ stata apprezzata anche la decisione di far coincidere nei tempi la (lunga) sosta del torneo con la partita del Cagliari così da permettere, a chi avesse voluto, di assistervi. Ciao a tutti, arrivederci alla spiaggia del Poetto per la Summer Cup del 22 giugno.
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