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4 LUGLIO 2008

LETTERA APERTA, di Ezio Orrù

  • Quando nel 2003, dopo 13 anni di assenza, rimisi piede in “cantina”, ricordo che andando via dissi a Emanuele: “Dai, magari qualche volta andiamo anche a berci una birra…”.
    “Non si può dire che i subbuteisti non siano tipi strani”, quante volte abbiamo sentito questa frase? La cantina sempre là, un rifugio in qualsiasi giorno o semplicemente un luogo dove passare un po’ di tempo, ma se ci si lascia andare la si può trovare ovunque.
    Un punto di riferimento, ricordo una volta che, tornando a Cagliari dopo i miei soliti giorni di lavoro a Milano, non passai per casa e andai direttamente in cantina, c’erano Romualdo e Paolo: stappai subito una birra e non dissi nulla. Ancora in giacca e cravatta bastò che ci guardassimo in faccia perché ci capissimo.
    Ricordo anche quando incontrai Laura Mura all’aeroporto di Linate: “Laura!”, io la chiamai. Lei si girò e disse: “Ezio!”. Uno dei più grandi sorrisi che penso si siano visti sul mio volto negli ultimi anni, dopo giorni di lavoro a Milano…
    Siamo tutti diversi e questa è la nostra ricchezza: quante sfumature si possono trovare in una parola se si ha la capacità di ascoltare...alla fine il subbuteo diventa un contorno.
    Vorrei in un certo senso che il tempo si fermasse, che le cose non cambiassero, non vi immaginate quanto ora che la mia vita sarà stravolta. Per me la cantina è un punto di riferimento, perché a volte è stato un rifugio, a volte un luogo di gioia, a volte di “sclero” e a volte ti incomprensioni, ma comunque di sincerità. Un posto frequentato, o forse abitato, da persone vere.
    Grazie a Manu che è sempre stato uno su cui contare, non solo per il subbuteo, ma soprattutto per la sua disponibilità nei “fatti della vita”.
    Grazie a Egidio, il cui solo sguardo ti mette il buon umore e in un istante ti fa mettere da una parte ogni brutto pensiero. Le risate di Mattersburgh, per citare un sola “gita”, come dimenticarle?
    Grazie a Paolo, sempre presente nella sua riservatezza e discrezione, grazie per le parole, poche ma giuste di certi momenti…
    Grazie a Maurizio per tutto…e non gli dico altro….sa tutto!
    Riassumo Romualdo in una frase che mi disse andando via dal torneo di Genova: “Tu sei soddisfatto del torneo o devi rompere i coglioni tutto il viaggio?”. Roma, Firenze, Bologna, Genova, Monte Carlo e forse anche qualche altra…..Un amico.
    Un grazie a quelli che mi fanno ricordare di essere anche un adulto e che hanno sempre un buon consiglio e una parola saggia, a Enrico, Giancarlo e Giorgio.
    Roberto e Carlo, dall’infanzia all’età adulta, non cresciamo mai….
    Un grazie a Giuseppe, perché è lui che mi ha riportato in cantina e per le nostre belle sfide, avvincenti negli ultimi anni.
    Un grande saluto e abbraccio a Daniele, Massimo, Riccardo, Andrea, Chicco, a Gianluca e Laura, a Renato, ad Alessandro, ai Corrado, e ovviamente al mitico Stefano!
    Non potrò mai sentirmi appagato nel vedervi solo una volta ogni 6 mesi, quindi parto con molta rabbia per tutto quello a cui devo rinunciare, per tutto quello che lascio nella mia vita oggi stravolta. E niente potrà mai sostituire questo mio mondo, anche se verranno altre cose.

    A presto

EZIO ORRU'

[ i n d i e t r o ]