novembre 2007
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Emanuele Licheri nonn ha bisogno di grandi presentazioni. Presidente del nostro club, campione riconosciuto al livello nazionale vanta
presenze in Nazionale e una inossidabile passione verso il nostro Club. Passione ed impegno sono solo due delle doti che lo hanno portato
a vincere l'ultima fatica agonistica: la Coppa Italia Cadetti.
Nome?
Emanuele
Età?
33
Parlaci della tua famiglia
La mia famiglia è una normalissima “Magnifica Famiglia!”; papà e mamma, il mio fratello maggiore
Domenico, mia sorella Maura, il sottoscritto e il piccolo di casa Luca. Molti pensano che la famiglia quando si va avanti con gli anni si
riduca perché pian piano i figli vanno a vivere da soli, io la penso diversamente... Innanzitutto perché non me ne sono ancora “andato” di
casa, secondo perché la mia famiglia anziché ridursi si ingrandisce con cognati (Annamaria, Roberto... e magari Sara) e soprattutto con i
nipotini (Francesco e Lara)! Che dire, sono tutti grandissimi! Mi supportano e mi sopportano in tutto quello che faccio, ed io cerco di
contraccambiare. In effetti parliamo spesso di fortuna per un tiro parato o per un gol roccambolesco, la mia vera fortuna è la mia famiglia!
(nel senso che i gol e le parate sono tutta bravura!). Vanno anche menzionati una miriade di zii e cugini fantastici e perfino alcuni,
ma proprio pochi, amici fraterni.
Ti ricordi chi e dove ti ha mostrato il Subbuteo per la prima volta?
Secondo voi l’ho dimenticato? Come si dice il primo amore non si scorda mai e visto che avevo poco più
di quattro anni credo proprio sia stato il primo! Era dicembre del 1978, e fu mio padre in combutta con mio zio Piero (il padre di Paolo)
a commettere l’imperdonabile errore di regalare a mio fratello Domenico la scatola del Subbuteo senza peraltro avere la minima idea di cosa
avessero combinato! L’esordio fu un successone, preparammo tutto con cura, campo steso per terra, omini schierati secondo le migliori
tattiche studiate a Coverciano, pubblico sugli spalti, pronti a partire... L’emozione era tanta, così tanta che l’allenatore della squadra
di casa (mio fratello) interruppe la cerimonia di apertura per andare al bagno! Io impaziente controllavo e ricontrollavo la posizione
delle miniature impartendo le direttive giocatore per giocatore, finchè... nell’attraversare il campo per tornare verso la panchina...
Crack! Opsss… ho schiacciato un omino! Subito presi i canonici due pezzi di quel che era l’omino e mi misi in posa, con la faccia
dispiaciuta, davanti al bagno pronto a mostrare il tragico incidente al capo! Sinceramente credo che l’immagine che Domenico ha visto
uscendo dal bagno lo abbia traumatizzato e che abbia condizionato tutta la sua vita, come d’altronde è stato per me! Ricordo la corsa
frenetica verso l’ospedale e l’intervento provvidenziale dei medici (mia mamma) che con un intervento in artroscopia e tre o quattro giri
di scotch, rimisero in sesto l’attaccate, pronto per giocare, più in forma di prima – o quasi! Credo che da quel giorno tutti gli omini del
subbuteo mi guardino con un po’ di timore, e forse è per questo che spesso fanno quello che voglio!
Tutti si chiedono dove trovi gli stimoli per giocare a Subbuteo in Sardegna dopo tutti questi anni di vittorie ininterrotte...
Inizio col precisare che, purtroppo, le mie vittorie in questi anni sono state interrotte più di una
volta... Credo che lo stimolo venga direttamente dalla passione, mi diverto a giocare e provo soddisfazione a farlo bene, sia in
un’amichevole che nella finale dei Campionati Sardi, ogni volta come se fosse la prima partita... anzi forse è meglio la seconda... In
definitiva ho imparato a giocare contro me stesso, cercando di fare sempre meglio, è per questo che a volte mi capita di vincere un torneo
o una partita ma di non essere soddisfatto, in realtà, la partita che stavo giocando contro me stesso l’avevo persa!
E quest'anno in campionato non c’è neanche Paolo...
Mi dispiace, il campionato è una bellissima manifestazione che coinvolge tanti amici in un clima di
competizione serena e sportiva; sono convinto che Paolo si sia pentito per questa sua decisione (anche se non lo ammetterà mai), ma è
comunque solo un campionato, lui continua a giocare ed a migliorare, credo che una pausa gli gioverà, soprattutto in chiave trasferte.
Penso che soffrisse un po’ di un affaticamento, un “sovraccarico da Subbuteo”, vedrete, a febbraio avremo un SuperPaolo per la Serie B!
A parte la tua vittoria (scontata), come vedi il campionato di serie A di quest'anno?
Non credo che la mia vittoria sia così scontata, ogni anno che passa il campionato si fa più difficile
ed avvincente, inoltre l’assenza di Paolo spianerà la strada ai miei antagonisti, non solo a me. Gli altri anni mi è capitato di perdere
alcune partite, ma puntualmente il mio carnefice lasciava qualche punticcino per strada contro gli altri giocatori di rango, quest'anno
si avrà inevitabilmente una testa della classifica più staccata, con due o tre giocatori appaiati in vetta. Sarà dura come tutti gli altri
anni! Anche la parte bassa della classifica non sarà semplice, Ezio e Giuseppe stanno giocando alla grande, Massimo ed Enrico sono ormai
esperti e Romualdo sembra abbia intenzione di lottare per la vetta più che per la salvezza. Rimangono Egidio, che con l’allenamento
costante mostra finalmente una continuità di risultati e di prestazioni mai viste finora, ed Andrea Di Pietro che, se giocasse, potrebbe
dire la sua!
A chi dedichi la tua vittoria in Coppa Italia?
A tutti quelli che ho citato nella prima risposta ed a tutti gli amici che mi hanno sostenuto e che mi
sostengono durante tutto l’anno! Non vi nascondo che, pur trattandosi della Coppa Italia Cadetti, una dedica al CT della Nazionale ci sta
sempre bene... Spero di potergli dedicare altre vittorie, magari presto!
A chi dedichi invece la mancata vittoria a squadre? (un idea ce l’avremmo...)
...Voi pensate a Romu... Credo piuttosto debba essere il contrario! Credo sia lui a doverla dedicare a noi,
un club che l’ha accolto, aiutato ed un gruppo di amici che gli ha insegnato tanto, nel Subbuteo e nella vita! Io sono malato di ottimismo,
e per quanto possa sembrare strano credo che sia comunque stato un ottimo risultato. Se proprio devo fare una dedica la faccio a tutti
coloro che credono nella nostra squadra e che sono disposti a seguirla ed a sostenerla anche magari senza avere possibilità di giocare!
Spesso dici che nei campionati nazionali giochi diversamente che in Sardegna? Quale gioco preferisci?
Non saprei quale scegliere, non si tratta di preferirne uno all’altro sono semplicemente due cose
diverse. Uno, quello “sardo”, è un gioco improntato sul divertimento e sull’estro, sulla competizione “amichevole”, l’altro è più
frutto dell’agonismo vero e proprio, la competizione in senso stretto, quella che a volte ti obbliga a gestire il possesso della palla
ed a trattenere l’irruenza innata del “giocatore old style”. Sono due facce della stessa medaglia e per non farsi fregare bisogna
conoscerle tutte e due!
Anche se sei giovanissimo, vedi qualcuno in Sardegna che possa diventare il tuo “erede” o che neiprossimi anni possa insidiare la tua leadership?
Ahimè non sono più giovanissimo... Ricordo quando lo ero davvero, e sul campo ero poco più che una
promessa ma già da allora avevo la voglia di vincere che molti conoscono... Vi racconto un aneddoto per darvi un’idea di come, già allora,
vivevo questo sport; era il 1986 ed io avevo la bellezza di 12 anni e all’attivo la partecipazione a qualche torneo di categoria
(con anche qualche figuraccia). Al tempo si disputava il campionato cagliaritano ed io, ancora troppo piccolo, non ne presi parte; per le
qualificazioni all’anno successivo Marco Meloni (allora Presidentissimo) mise in piedi un campionato di Serie B, capitai nel girone con
tanti altri e con uno... Un certo Ogno, che l’anno prima Vinceva il Guerin Subbuteo Nazionale... Ricordo come fosse ieri la partita contro
di lui, ricordo soprattutto che iniziai convinto di vincere l’incontro e, alla fine, dopo un sonoro 10-3, ricordo la rabbia e la delusione
per non essere riuscito nell’impresa. Raramente mi capita di vedere lo stesso agonismo e la stessa voglia di vincere! Tornando in "tema"
esclusi quelli che già la insidiano, vedo bene i giovani del gruppo, Michele ed Andrea, ed ho delle ottime speranze per i giovanissimi Leo
(Paolo ed Enrico) e Saba (Filippo e Giacomo), in loro rivedo un po’ la mia esperienza, due fratelli con un papà che li stimola e li segue,
la ricetta è proprio la stessa! Chissà, come si dice, l’appetito vien mangiando!
Due parole per gli amici di Sassari...
Che dire, il loro ritorno è stato un evento epocale nel panorama del Calcio da Tavolo sardo, hanno
finalmente dato respiro ad un movimento fino ad allora troppo ristretto, poi trovare degli amici oltre che degli avversari... che volete
di più! Una enorme soddisfazione è stata quella di essere riusciti a catturare la loro fiducia fin da subito! Dal punto di vista agonistico
fanno passi da gigante, vedrete che presto ce li troveremo avversari, speriamo, in Serie A!
Ti senti di dare un consiglio ai meno esperti?
Voglio dare due consigli, il primo è di non essere presuntuosi, di ascoltare i consigli dei giocatori
più esperti e di farne tesoro, vi assicuro che nel nostro sport non si finisce mai di imparare! Il secondo invece è quello di rispettare
sempre l’arbitro, l’avversario e soprattutto le regole; il segreto è quello di confrontarsi con se stessi, il classico tocchetto che
l’arbitro non ha visto ma che voi sapete di aver fatto va semplicemente letto come un errore, chi non sbaglia mai? Capita! Per come la
penso io è meglio cercare di migliorare e limitare gli errori piuttosto che fingere di non averli fatti, credo che l’ammettere un proprio
errore sia allo stesso tempo una dimostrazione di forza, di carattere e di voglia di migliorare.
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