Giocatore del Mese

Paolo Licheri

aprile 2008



 05.2008: Egidio Colombo
 04.2008: Paolo Licheri
 03.2008: Daniele Cossu
 02.2008: Romualdo Balzano
 12.2007: Carlo Sicbaldi
 11.2007: Emanuele Licheri
 04.2007: Laura Figus
 03.2007: Renato Usai
 02.2007: Giorgio Cardia
 01.2007: Luca Licheri

Da uno come lui ci si aspetta di tutto, ed è per questo che conquistare il riconoscimento di giocatore del mese non è mai facile per i "top players" del nostro circuito, ma scolpire il proprio nome nell'albo d'oro dei Campionati Sardi non è da tutti!
... Signore e signori... Paolo Licheri!

  Nome?
  Paolo;

  Età?
  24 anni;

  Raccontaci della tua prima volta (sul panno verde, ovviamente…)
  Sinceramente…non ricordo quand’è stata la mia prima volta sul panno verde.
Ricordo però com’è iniziata la mia passione, tanti e tanti pomeriggi passati a guardare i più grandi (Manu, Luca, Stefano e tanti altri) che giocano giù in cantina finchè un bel giorno (nel lontano 1995) ho provato anch’io e devo dire che tutte le prime partite son finite con uno scarto di 4 o 5 gol per i miei avversari!
Non mi sono mai “stancato” di prender gol e col passare degli anni ho iniziato anch’io a togliermi le prime soddisfazioni vincendo qualche partita.

  Tra tutti i giocatori del circuito tu sembri quello più nostalgico per quanto riguarda i materiali, cosa pensi dell’evoluzione del calcio tavolo oggi?
  Più che un’evoluzione credo che si tratti di un vero e proprio nuovo gioco, le regole in linea di massima sono rimaste le stesse ma i materiali sono cambiati in maniera radicale.
Ora come ora chiunque è in grado di fare un paio di colpi in fila senza far “ruzzolare” gli omini a destra e a manca per il campo, e inoltre il tiro ormai è diventato proprio una “barzelletta”, tutti riescono a tirare alto e a pallonetto anche non avendo una discreta tecnica di tiro.
Se a questo si aggiunge la “nuova” regola che si può tirare in porta con l’omino situato in qualsiasi posizione del campo…direi che è un gioco più simile alle console che non al vero subbuteo.

  Quest’anno hai stupito un po’ tutti col tuo anno “sabbatico”, hai intenzione di riscriverti al prossimo campionato?
  Non penso di riprendere a giocare il Campionato Cagliaritano e i motivi sono gli stessi che mi hanno indotto a prendere la decisione di non giocare anche quest’anno.

  Complimenti per il fresco titolo regionale! Fai un bilancio della tua annata…
  Mah, per carattere subbuteistico pretendo molto da me stesso e dal mio gioco, in poche parole mi piace vincere e quando questo non accade mi ritengo deluso dal mio torneo o dalla mia partita.
Quest’anno ho vinto due tornei e mi ritengo abbastanza soddisfatto per questo, per la prima volta ho vinto i Campionati Sardi e spero di ripetermi negli anni a venire.

  Ti aspettavi di essere il giocatore del mese?
  Sinceramente no, ma capisco anche che avendo vinto i Campionati Sardi sarebbe stato difficile trovare un altro giocatore del mese!!!

  Paolo eterno secondo o prossimo leader sardo?
  Eterno secondo è una dicitura che non penso mi si addica, il fatto che ho vinto quattro tornei (di cui due in finale con Manu) negli ultimi quattro anni vuol dire comunque che ogni tanto ho dimostrato di essere superiore ai miei avversari.
Penso di essere arrivato ad un livello buono e che ora come ora per diventare un “mostro sacro” ci voglia solo allenamento, allenamento ed ancora allenamento, sia sui colpi ma soprattutto sulla testa.

  C’è qualcuno tra i nuovi che pensi possa fare il salto di qualità?
  Penso che Daniele sia quello che fino ad ora ha fatto i progressi più grandi, soprattutto se si considera che gioca a subbuteo…ops scusate…a calcio da tavolo da appena due anni.
E’ riuscito a salire dalla C alla B al secondo tentativo e se continua con la grinta e con la voglia che ha…credo possa arrivare presto a buoni livelli.

  Secondo te nel nostro sport conta più il talento o l’allenamento?
  Il talento è una cosa innata, o ce l’hai o non ce l’hai, l’allenamento…conta sicuramente tanto ma col gioco di oggi diventa una cosa alienante.

  Che tipo di giocatore ti definisci, e che tipo di gioco ti piace di più? C’è qualcuno a cui ti ispiri?
  Mi definisco un giocatore molto vario, non ho una tattica ben precisa, in genere lascio giocare molto i miei avversari per studiarne pregi e difetti e quando posso colpisco.
Non prediligo nessun tipo di gioco anche se non nego che mi piaccia molto giocare al volo, però bisogna anche allenarsi per poterselo permettere.

  Una cosa che si chiedono tutti: perché ai tornei sei sempre l’ultimo a finire di lucidare le basi?
  Queste sono solo dicerie, non sono sempre l’ultimo ma tutti si divertono a farmelo notare quando capita.
Comunque…ho molta cura della mia squadra e soprattutto ai tornei ci tengo a lucidarli al meglio in maniera che siano tutti “belli scivolanti”, per questo capita che sia l’ultimo a sistemarmi in campo.

  Come hai visto cambiare il movimento del subbuteo negli ultimi 5 anni? Ed il CCT in quest’ottica?
  Molte persone si sono avvicinate al calcio da tavolo in questi ultimi cinque anni e il gruppo è cresciuto tanto.
Ormai siamo una quarantina di persone solo a Cagliari, se a queste aggiungiamo la ventina di Sassari e la decina di Oristano e Nùoro direi che si arriva ad un buon numero nell’isola. E’ importante essere in tanti sia per poter essere più numerosi ai tornei (e quindi renderli più belli e avvincenti), sia per creare più stimoli ai fini del proseguo dell’attività da parte di tutti quanti.

  Vogliamo una risposta non diplomatica: a tuo parere perché i colleghi “continentali” hanno snobbato la nostra tre giorni di inizio maggio? (non dirci la solita storia di Fiumicino…)
  Penso che non ci sia da stupirsi, non ho MAI pensato seriamente che qualcuno “avesse il coraggio” di scendere in Sardegna per tre “banali” tornei di subbuteo.
Spendere 200 euro per una trasferta non è mica poco, sono pochi i “fessi” che fanno di questi sacrifici, e tra questi direi che il Cagliari Calcio Tavolo occupa la prima posizione.

  Raccontaci il Paolo in privato, e soprattutto: cosa farai da grande?
  Il Paolo in privato penso che non sia molto diverso da quello che conoscete, mi piace uscire con gli amici, andare al mare (anche fuori stagione), giocare a calcetto, a calcio a sette e…divertirmi in generale.
Cosa farò da grande è una domanda da 1 milione di euro, non lo so ancora neanch’io e avendo 24 anni penso che sia nella norma non saperlo.

  Grazie Paolo, ci vediamo al prossimo torneo!
  Ciao…..Salvarì!!!