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Egidio Colombo non ha certo bisogno di presentazione! Fresco vincitore dell' International Sardegna Cup e pilastro del Cagliari Calcio Tavolo infila un'altro prestigioso successo, la nomina a Giocatore del Mese. Ecco a voi la sua intervista...
Nome?
Egidio;
Età?
37 anni;
Egidio, indovina un po’, sei stato nominato giocatore del mese dal CCT! Te l’aspettavi?
Non vedevo l’ora, anzi stavo già iniziando a chiedere in giro chi avrei dovuto corrompere per avere anch’io questo onore!
L’estate è ormai arrivata e l’annata sportiva volge al termine, fai un bilancio tuo personale e del CCT.
Questa stagione è stata un po’ particolare per me… dopo la semifinale persa agli ultimi campionati sardi non avevo praticamente più voglia di giocare, e questo ha condizionato in negativo il mio finale di stagione, specialmente il ritorno della Serie B di Fiumicino cui tenevo tantissimo. In questa occasione non ho dato il giusto apporto come all’andata e la squadra, che contava molto anche su di me, ne ha risentito. In generale vedo che il club è in lenta ma costante crescita: seconda salvezza consecutiva nella serie cadetta nazionale - con un girone d’andata da zona promozione, solita grande affluenza nei tornei interni, miglioramento del livello tecnico di tanti nostri giocatori, settore giovanile in forte ascesa, grande investimento economico per il rinnovo dei campi… credo ci siano abbastanza elementi per dare un voto positivo anche a questa annata.
Il 1 maggio sei finalmente salito sul gradino più alto del podio, quando è stata la volta precedente?
E chi se lo ricorda più! Nell’aprile dell’anno scorso ho ottenuto un sofferto ed emozionante primo posto a squadre coi compagni del Club Amsicora, mentre per una vittoria nell’individuale bisogna tornare indietro fino al 2004, quando con un po’ di fortuna ho vinto tre tornei in un anno.
Quanto vale per te questa splendida vittoria? A chi la dedichi?
Vincere un torneo così non può che far piacere, c’erano in lizza tutti i più forti… poi a me capita così raramente! La dedico a due persone. Una è il nostro Alessandro Corda, che ho potuto conoscere meglio solo nelle trasferte di questo 2008: ho scoperto un ragazzo d’oro, oltre che un ottimo compagno di squadra e un impareggiabile “uomo-spogliatoio”. L’altra è Dora, una ragazza straordinaria che tra l’altro segue sempre con piacere i tornei miei e della squadra. Spero di convincerla ad iniziare a giocare prima o poi…
La serie A cagliaritana 2007-08 è stata un po’ atipica e non molto appassionante per vari motivi, cosa ne pensi?
Se guardiamo la classifica dalla vetta penso che hai ragione: non c’è stata mai vera battaglia! Emanuele ha ingranato la giusta marcia fin da subito, e giornata dopo giornata ha staccato impietosamente il resto del gruppo. Potrei dirti che il secondo posto mi soddisfa, ma in realtà sono deluso per non esser riuscito a fargli nemmeno un po’ di solletico, e la mancanza di Paolo ha tolto le uniche possibilità in quest’ottica. Ma vogliamo parlare della bagarre in zona retrocessione? Li si che abbiamo visto scintille: ormai chi sale in A non ci arriva per caso, il livello e la tensione di certe partite sono notevoli, ogni punto in palio è prezioso e anche una semplice salvezza vale tantissimo… chiedetelo ai protagonisti di quest’anno!
Chi è stato il tuo maestro a Subbuteo?
Non ho avuto dei veri e propri maestri, ho iniziato a giocare da bambino con un paio di amici che spero di ritrovare sul panno verde prima o poi, e posso dire di essermi “formato” insieme a loro. Credo che il fatto di essere autodidatta sia evidente nel mio modo di giocare: è vero che negli ultimi anni ho imparato tanto, ma ho ancora delle lacune “calciotavolistiche” insanabili… è per questo che faccio inca**are così spesso Capitan Licheri!
Come ti trovi nel calcio tavolo moderno? O ancora meglio: rimpiangi un po’ il Subbuteo vecchia maniera?
Nonostante tutto faccio molta fatica a giocare bene a questo nuovo sport chiamato Calcio-Tavolo: come tutti gli sport che si rispettino, è fatto oltre che di abilità, anche di tanta disciplina tattica, allenamento, dedizione, cura dei particolari, tecnica, sacrificio, applicazione di schemi ben precisi... niente deve essere lasciato al caso. Confesso che a volte lo trovo un po’ noioso e snervante… vuoi mettere con quelle bellissime partite di una volta? Si tratta certo di due cose molto diverse, ma niente può competere con il vecchio Subbuteo, non c’è storia!
Sei considerato tra i giocatori più corretti del circuito, quanto è importante il fair play nel nostro sport?
Grazie, questo mi fa molto piacere, ma ci tengo a dire una cosa: mi sto sempre più rendendo conto che nello sport come nella vita ci sono valori che alcuni scelgono di praticare e altri no, e io cerco semplicemente di essere corretto con chi lo merita. Per fortuna qui da noi c’è una sana abitudine verso il fair-play e questo mi piace molto.
Secondo te conta più il talento o l’allenamento?
Il talento ti porta direttamente dove altri faticano a giungere, e spesso è anche bello da contemplare. Ma in un habitat di giocatori super-allenati, se un talento non segue il passo rischia di prendere un sacco di “sbruncate”. Dopo tanta saggezza… prossima domanda?
Che tipo di gioco prediligi? Quali giocatori ti mettono più in difficoltà?
Parto dalla fine: tutti i giocatori in un modo o nell’altro mi mettono in difficoltà, io non vinco quasi mai facile con nessuno! A me piace giocare all’attacco, e per istinto mi vien da mandare scriteriatamente la palla in area di tiro alla ricerca del gol. Devo sempre stare concentrato per limitare questa tendenza, per cercare di costruire azioni più ragionate, per provare a “stanare” con pazienza gli avversari più ostici, oltre che per non sguarnire troppo la mia difesa. Soffro tantissimo i giocatori lenti e difensivisti: certe volte mi sembra che anziché “giocare” stiamo perdendo tempo!
Cosa pensi della formula dei tornei regionali? Pensi che si possa migliorare per renderli un po’ più vari?
I tornei li lascerei stare come sono, e non lo dico certo perché in Sardegna rientro sempre tra le teste di… serie! Tra l’altro fuori dall’isola mica le cose funzionano diversamente! Alcuni vorrebbero vedere nomi sempre diversi tra i primissimi posti, ed io che vinco poco sono tra quelli, ovviamente: ma non credo nelle scorciatoie che ti portano dritto in finale senza merito, ho sempre badato a giocare bene le mie partite e di solito me ne frego abbastanza delle formule… penso che per vincere un torneo devi comunque batterti coi più forti, è giusto così!
I tornei di maggio sono stati snobbati come sempre dai giocatori della penisola. Ce la faremo prima o poi ad organizzare un torneo nazionale o non abbiamo proprio speranza?
La cosa non mi ha stupito per niente, siamo lontani dallo stivale e anche con tutta la buona volontà le trasferte costano, punto e basta. Noi questo lo sappiamo bene, no? Possiamo riprovarci l’anno prossimo e vedere come va, ma credo sia solo tempo perso. Spero di sbagliarmi.
Cosa pensi dei progressi del calcio tavolo a Sassari?
E’ un bene per tutto il movimento regionale, ovvio. La passione di Dore & Co. mi piace molto, così come il loro spirito sempre un po’ goliardico. Ma se guardiamo oltre, a livello tecnico hanno un paio di elementi validissimi che possono portare il drappello sassarese molto in alto.
Raccontaci un po’della tua vita privata. Hai intenzione prima o poi di metter su famiglia?
Non sono molto bravo a parlare di me stesso… credo di essere un ragazzo semplice che ama affrontare la vita col sorriso. Nonostante tante difficoltà riesco ancora a prendere poco sul serio prima di tutto me stesso, ma anche tutto ciò che mi sta attorno… a me aiuta a vivere ma c’è chi lo considera un grave difetto! Oltre al Subbuteo comunque non toglietemi le serate devastanti in sala prove a “splettrare” col mio basso, qualche sana scorpacciata coi colleghi o con gli amici, e certi momenti di pace e tranquillità che solo le mie quattro mura, il mio giardino, i miei fumetti e i miei dischi riescono a darmi. Metter su famiglia? Mi sembra prematuro alla mia età… ehm… ci sto pensando ma mi prendo ancora qualche anno per decidere!
Grazie Egidio, in bocca al lupo!
Adìos amigos!
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